Cosa Fa Agile For Italy? 

di Tiziano Interlandi, Davide Casari e Pierpaolo Cimirro

 

Una mattina ti svegli e qualcosa non ti torna. Senti di poter fare di più, ma non sai cosa. Poi un giorno le cose cambiano e vieni a contatto con nuove realtà, nuove persone, nuove idee. 

Questo è quello che è successo a noi. Siamo tre colleghi. Due di vecchia data. Un giorno il contesto lavorativo cambia radicalmente e veniamo a conoscenza del mondo Agile. 

La cosa parte piano, ma in breve tempo ne veniamo fagocitati. 

D’improvviso siamo pervasi da un senso di urgenza, che purtroppo ci spinge verso un qualcosa di troppo spesso impalpabile. 

Ma cosa vogliamo veramente fare?

La risposta è molto articolata e spesso è fatta a sua volta di domande. Vogliamo lavorare meglio? Vogliamo produrre di più? 

Da dipendenti d’azienda quali siamo sarebbe molto comodo delegare completamente ad altri e fregarcene bellamente, aspettando la fine del mese. 

Durante il Coach Camp un partecipante disse che i Coach, gli Scrum Master, i Product Owner convinti sono essenzialmente ossessivo-compulsivi. Non riescono a non affrontare questi argomenti, non riescono a smettere di «predicare» e come preti in un mondo cyberpunk vagano nei piani delle aziende cercando proseliti per poter trasformare in meglio le cose. 

Ma questo è diverso!

Si, questo magazine ed Agile For Italy è un’altra faccenda. In anni di frequentazioni varie abbiamo notato che esiste un mondo ricchissimo e genuino nei gruppi locali, nelle piccole organizzazioni, nelle CoP delle aziende. Purtroppo tutto questo è nascosto ai più. L’incredibile lavoro svolto in questi  anni da IAM ha fatto emergere questo mondo, è tempo di partecipare attivamente ed aiutarli. E’ tempo di restituire un po’ agli altri quanto abbiamo preso. E’ tempo di dare spazio ai tantissimi Meetup che ogni giorno si svolgono in Italia. E’ tempo del «porta a porta». E’ tempo di divulgare massicciamente Agile per cambiare non solo la propria azienda ma anche il paese intero. 

Ma perché?

System Thinking e pensiero olistico ci dicono che le ottimizzazioni locali non servono a granché. Ovviamente lavorare in un’azienda sana è già un ottimo passo, ma al primo rapporto all’esterno (con un fornitore ad esempio) il tutto si rompe. «Ma noi non lavoriamo in Agile!». Ecco …. 

Cominciamo ad essere stufi di sentire lamentele ed allo stesso tempo non vedere un rilancio nelle persone. 

Pensiamo che in Italia sia necessaria una divulgazione massiccia su Agile.

Come paese brilliamo di inventiva e capacità tecnica, ci manca però la struttura manageriale per portare questo paese ad un livello successivo.

Agile è un abilitatore.

Abilita le persone a creare prodotti migliori, dominare la complessità ed introdurre una disciplina positiva, fatta di raggiungimento di obbiettivi.

Ci sono tanti entusiasti in Italia. Agile in Italia sta esplodendo.  Vogliamo aggregare e filtrare per tempo questa ondata dando a tutti accesso alle informazioni ma anche una corretta e strutturata informazione di qualità. 

Abbiamo il nostro modo di farlo.

A fare tutto questo ci divertiamo un casino.

Spesso siamo caustici, ma non confondentela con arroganza. Abbiamo i nostri modi, un po’ da badile e trattore. Ma ci piace così, genuino.

Cerchiamo di aggregare la conoscenza su Agile con tutto ciò che  gira intorno: mondi, universi di informazioni, tecniche e pratiche difficili da sintetizzare e vogliamo far emergere le realtà pratiche che sappiamo essere molte ma ancora da scoprire. 

Ma solo noi?

Serve nuova linfa, non possono essere sempre gli stessi a cercare di divulgare.

Per questo motivo abbiamo aperto una CallFor…

Molte persone non si sentono all’altezza di partecipare ad una conferenza o divulgare. Spesso dicono: «c’è gente più preparata di me». 

Partecipare è  l’essenza del cambiamento, e tutti possono dire qualcosa.

Noi vogliamo essere abilitatori di tutto questo, ma voi dovete aiutarci. 

Buona Lettura!

 

di Tiziano Interlandi, Davide Casari e Pierpaolo Cimirro