di Pierpaolo Cimirro, Davide Casari

Ed eccoci presenti anche a questo appuntamento!


Come già negli anni precedenti abbiamo avuto la possibilità di partecipare con entusiasmo ad Agile Venture Milano 2020: già a partire dalla location si percepisce quanto sia diventata importante la divulgazione della metodologia Agile nel nostro paese!

L’evento era Sold Out!


IBM Studios, nella meravigliosa piazza Gae Aulenti a Milano il 2 Febbraio 2020 ha accolto 200 persone che si sono ritrovate in un contesto non solo Italiano, ma anche internazionale, con ospiti e talk che hanno riempito di contenuti l’intera giornata.

La conferenza si è svolta tra l’auditorium e due ulteriori sale per i
workshop.


IAM si è prodigato anche questa volta per garantire l’accessibilità dell’evento a tutti sia in termini di contenuti, proponendo talk di immediato impatto senza precondizioni sul livello di conoscenza metodologico, sia dalla gratuità del biglietto di accesso.
I talk hanno trattato un ampio panorama di contenuti e sono stati proposti da una platea diversificata ed assortita di speaker.


In apertura keynote “Accelerate engineering agility everywhere” di Cesare
Baroni e Michele Brissoni (entrambi manager in IBM) di taglio ispirazionale, i quali hanno raccontato il processo di Transformation che stanno conducendo in IBM: da “una macchina pachidermica” ad una “navicella spaziale” che delivera continuamente matchando le esigenze
del mercato.


Nella mattinata fra i talk più rilevanti abbiamo quello di Emiliano Soldi con il suo “Agili team stabili e di lunga durata: tra mito e realtà” in cui si è verticalizzato su quali siano le modalità giuste per approcciarsi alla realizzazione di prodotti o progetti estremamente complicati.


Altro talk interessante “100% organic” di Matteo Carella in cui è emersa la necessità di approccio agile per far fronte alla progressiva contrazione del tempo di vita di un prodotto, non dal punto di vista qualitativo, ora l’innovazione tecnologica produce novità in maniera repentina.

Qualche anno fa i prodotti duravano in media 20-25 anni mentre recentemente si è arrivati a 5-7 anni.


Interessanti i diversi talk del pomeriggio si è passati da sfide sugli evergreen AS400 ad una serie di considerazioni sul percorso di Customer Journey fino a parlare di KPI, metriche e Qualità.


In contemporanea ai talk due stupendi Workshop, il primo alla mattina di Felice Pescatore “Follow your Sensation… …a Computer History story”.

Il workshop si propone di far toccare con mano le potenzialità di strumenti come Business Model Canvas e Lean Canvas nell’envisioning di una nuova iniziativa di business. Ispirato alla storia della nascita dell’MS/IBM DOS, durante il workshop Microsoft dovrà riuscire a vendere ad IBM una nuova iniziativa, ragionando su 5 tematiche essenziali legate ai 5 sensi figurati, con il sesto senso rappresentato dall’intuito della «nuova grande idea che
cambierà il mondo.

Il secondo, nel pomeriggio ci ha portato un contesto completamente differente da quello a cui siamo abituati ovvero Anna De Carolis, Roberto Villa e Filippo Boschi del Politecnico di Milano ci hanno spiegato come l’università si stia adoperando per permettere alle imprese di capire quanto siano digitalizzate e cosa servirebbe per effettuare la transizione digitale.


Il loro workshop “DREAMY 4.0: Uno strumento Agile per la definizione della strategia e del piano di trasformazione digitale” ci ha fatto capire come lavorano (Agile) e quanto sia importante quello che potrebbero fare per le aziende italiane.


Noi di Agile for Italy ci sentiamo di pubblicizzare il loro lavoro http://www.dreamy40.polimi.it/ ed inoltre il progetto è finanziato dal Politecnico di Milano quindi senza costi per le aziende partecipanti.


Simpatico e originale il keynote di chiusura che ha trattato il connubio tra Agile e Data Science rispetto alla possibilità di dare boost metodologico ai contenuti e conoscenza realizzabili con l’impiego di tecniche di Machine Learning e Intelligenza Artificiale sui dati. Al di là degli aspetti contenutistici il Data Science Seed ha suscitato enorme interesse per gli esperimenti e la condivisione che sta producendo la community.


Da questo evento ci portiamo a casa una splendida giornata
ricca di contenuti.


Insieme all’evento IAD, l’AVMI è il momento più importante a livello italiano e guardato dall’esterno si vede sia un’altissima partecipazione di coach Agile italiani, il che fa sperare per il meglio ed in un futuro dove sempre più aziende si affidano alla metodologia e alle persone che lavorano per insegnarla, sia persone non certo inesperte nell’utilizzo di framework quali che, quali che siano Scrum o Kamban, volevano imparare
qualcosa in più o aggiornarsi sulle novità.


Ottimo Lavoro! Grazie IAM!