Italia, Germania, Irlanda, Austria, Portogallo ed altro ancora … il Trap e il suo stile sono stati uno dei “prodotti” dimaggior successo del made in Italy esportati ovunque nel mondo. Personaggio esplosivo, allenatore vincente … masopratutto grande Product Owner.Il Trap è stato una delle figure più di spessore del calcio italiano per la sua ideologia di gioco, basata su concetto dizona mista e di “catenaccio all’italiana”, e per la sua forza mediatica.Sebbene sia stato criticato per l’eccessivo tatticismo e per un calcio non sempre spettacolare il suo obiettivo è statasemplicemente VINCERE con quanto aveva a disposizione. Il Trap, pertanto, ha applicato alla lettera la prerogativa delPO: è colui che ha la responsabilità di massimizza il ROI!!!Il Trap è stato anche un equilibrato a bilanciare il contract game tra stakeholder e team, dove gli stakeholder nonsono solo le società sportive presso le quali ha allenato bensì il contesto del calcio in senso lato: pubblico, tifosi, altriteam, media, ecc. ecc. Chi non ama il Trap? Chi non fa di tutto per vedere una partita per cercare di carpire i suoi fischio le proverbiali sfuriate in sala stampa.Il Trap è stato anche un innovatore, da questo punto di vista, perché non si è limitato solo (si fa per dire) alla vittoriama ha indirizzato un ruolo, ha fatto storia, ha creato contesto … in altri termini ha avuto un vision del “prodotto” di cui era owner!!!!!!!Ma attenzione perché per il Trap da un lato è stato uno dei maggiori interpreti del concetto di “protezione del team”accentrando su di lui il focus mediatico ma in “retrospettiva” non le manda a dire … e non c’è scampo per gli Strunz!!!… alla prossima …

Sempre vostro

Pierpaolo